Ciabatte
Ciabbatte
Ciabbate
Approfondimenti
C'è un solo modo per scrivere correttamente la parola ciabàtte: con una -b e due -t. Tutte le altre forme sono sbagliate.
C'è un solo modo per scrivere correttamente la parola ciabàtte: con una -b e due -t. Tutte le altre forme sono sbagliate.
Si scrive "PROBABILE". L'aggettivo deriva dal latino "probabilem", a sua volta derivato dal verbo probare (= provare). Probabile significa "che può facilmente provarso, che è verosimile".
La parola famosa che serve ad indicare una merenda fatta all’aperto ha origine dal vocabolo inglese picnìc, che a sua volta deriva dal francese pique-nique (rubacchiare cose di scarso valore). Le forme picnìc e pic-nic sono entrambe corrette, anche se la prima è maggiormente diffusa.
Dirigènte è il participio presente di dirigere (dal latino dirigere). Il vocabolo viene utilizzato sia come aggettivo sia come sostantivo maschile e femminile. Il prefisso del termine è dirig- mentre il suffisso, uguale per tutti i participi presenti, è -ente, motivo per cui va scritto senza la -i tra prefisso e suffisso.
Quando scriviamo gotha ci riferiamo alle persone più in vista, più influenti, più importanti in un settore d'attività (es. alla riunione parteciperà tutto il gotha della finanza). La parola (sostantivo maschile invariabile) deriva dal nome di una città tedesca: Gotha.
Prima delle consonanti labiali “b” e “p” va sempre la lettera “m“, quindi scrivete impronta.
L'assistente di volo femminile è più comunemente conosciuta come hostess. Il vocabolo è un forestierismo (= vocabolo, locuzione o altra costruzione linguistica importata da un'altra lingua) derivato dalla lingua inglese e in italiano è un sostantivo femminile invariato, motivo per cui al plurale si scrive le hostess.
"In anatomia topografica la regione inguinale o inguine indica la porzione anteriore, laterale ed inferiore della parete addominale." (wikipedia). Quando volete riferirvi alla regione anteriore della coscia scrivete l'ìnguine.
Le linguìne, invece, sono molto buone condite con il sugo.
Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Acacie o acace?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.
Il plurale di acàcia è ACÀCIE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia:
Rientrano in questo secondo caso anche le parole terminanti in -scia al singolare; al plurale termineranno sempre in -sce: scriveremo quindi fasce, strisce, bisce, ecc...
Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Querce o quercie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.
Il plurale di quercia è QUERCE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia:
Rientrano in questo secondo caso anche le parole terminanti in -scia al singolare; al plurale termineranno sempre in -sce: scriveremo quindi fasce, strisce, bisce, ecc...
Si tratta di due parole, dunque è corretto scrivere NEL FRATTEMPO, non "nelfrattempo".
Si scrive "MASTODONTICO". L'aggettivo vuol dire "enorme, gigantesco" e deriva da "mastodonte", un genere di antichi mammiferi simili ad elefanti. Mastodonte è un vocabolo derivante dal greco mastos (=mammella) + odon (=dente).
La sillaba SCE si scrive sempre (o quasi) senza I; bisogna quindi scrivere ASCELLA.
Alcune parole costituiscono un'eccezione alla regola appena esposta:
Ascella deriva deriva dal latino axĭlla, diminutivo di āla (=ala).
La sillaba SCE si scrive sempre (o quasi) senza I; bisogna quindi scrivere MASCELLA.
Alcune parole costituiscono un'eccezione alla regola appena esposta:
Mascella deriva deriva dal latino maxĭlla, diminutivo di mala (=mascella).
Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia e -gia (Ciliegie o ciliege? Provincie o Province? Saccocce o Saccoccie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.
Il plurale di saccoccia è SACCOCCE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia, -scia:
Rientrano in questo secondo caso anche le parole in -scia, che al plurale terminano sempre in -sce: fascia-fasce; striscia-strisce...
Si scrive ROSTICCIERE. Questo è un vocabolo indicante un mestiere e, come tale, termina con il suffisso -iere (come cameriere, pasticciere, barbiere, artificiere...). I dizionari, tuttavia, ammettono e considerano corretta anche la forma senza i "rosticcere".
Si scrive ARTIFICIERE, non "artificere". Artificiere è un vocabolo indicante un mestiere e, come tale, termina con il suffisso -iere (come cameriere, pasticciere, barbiere...).
Si scrive "brioche". Questo vocabolo è un forestierismo (= vocabolo, locuzione o altra costruzione linguistica importata da un'altra lingua) derivato dalla lingua francese.
In italiano è un sostantivo femminile invariato.
Si scrive "PIPISTRELLO". Il vocabolo deriva dal latino vespertilio, da vesper (= sera). Il pipistrello infatti è un animale "serale" ed è attivo al crepuscolo e durante la notte. Dante lo chiama "vispistrello", Boccaccio "vipistrello".