Mandarino
Manderino
Approfondimenti
Si scrive MANDARINO. La variante "manderino" è una forma letteraria, oggi caduta in disuso.
Il vocabolo deriva dal portoghese mandarim.
Si scrive MANDARINO. La variante "manderino" è una forma letteraria, oggi caduta in disuso.
Il vocabolo deriva dal portoghese mandarim.
La preposizione "sopra" (o sovra-), usata come prefisso per la formazione di parole composte, causa il raddoppiamento della consonante iniziale della parola successiva: sovrappeso, soprammobile, sopracciglio, sopravvivere, sopraffare, sopraffino, sopraggiungere, soprannome, ecc...
Per questo motivo bisogna scrivere SOVRAPPESO.
La sillaba SCE si scrive sempre (o quasi) senza I; per questo motivo si scrive SCELTA.
Alcune parole costituiscono un'eccezione alla regola appena esposta:
Si scrive AVVENIRISTICO. L'aggettivo, infatti, deriva da "avvenire".
Diversamente da quanto si potrebbe pensare, il sostantivo escavatóre non è sbagliato e deriva dal verbo escavare (sinonimo del più comune scavare), a sua volta derivante dal verbo latino excavare. Si può quindi scrivere sia "escavatore" che "scavatore".
Sono corrette sia la forma separata "SE MAI" che "SEMMAI" (con univerbazione e conseguente raddoppiamento fonosintattico).
L'unica forma scorretta è "semai", perché la congiunzione "se" è un monosillabo cogeminante (che causa, cioè, il raddoppiamento fonosintattico della consonante successiva, in questo caso la M).
Dunque, scegliete la forma che più preferite tra "se mai" e "semmai".
Il vocabolo "orecchio" ha due plurali: le orecchie e gli orecchi.
Il maschile orecchi è meno comune e si usa soprattutto in alcune locuzioni, ad esempio "essere tutt'orecchi".
Il femminile orecchie è più diffuso e indica la coppia di orecchie di un individuo.
Si scrive SCARLATTINA, con 2 T. Il termine deriva da "scarlatto", per il colore rosso dell’eruzione cutanea.
"Qualora o qual’ora, come si scrive?", sarà stato un dilemma con il quale una gran parte degli italiani avrà avuto a che fare almeno una volta nella vita. Non serve una conferma da parte dell'accademia della crusca per sapere che la congiunzione "qualora" si scrive tutta attaccata; essa serve a introdurre una proposizione condizionale con il verbo al congiuntivo. Non scrivete qual'ora o qual ora, commettereste un errore.
Cosa significa qualora? Nel caso in cui, allorché.
Ecco alcune frasi con qualora che vi aiuteranno a comprenderne più facilmente il significato e il corretto utilizzo:
La lingua italiana è piena di parole che, come quella appena analizzata, si scrivono unite, ma che potrebbero far venire il dubbio "staccato o unito?" Eccone alcune:
altre, invece, che si scrivono solamente staccate:
altre, infine, che possono essere scritte sia staccate che separate:
Le forme sono entrambe corrette. Nell'italiano contemporaneo, tuttavia, è più diffusa la forma con la N "constatazione".
Il vocabolo deriva dal verbo latino constare = essere certo, palese, evidente.
Single è un termine di origine inglese che in italiano indica una persona adulta che vive per conto proprio, per scelta o per necessità.
Oggi indica inoltre chi non ha un/una fidanzato/a, un marito o una moglie.
La forma "singol" è sbagliata!
Le forme sono entrambe corrette. Nell'italiano contemporaneo, tuttavia, è più diffusa la forma con la N "constatare".
Il verbo deriva dal latino constare = essere certo, palese, evidente.
L’aggettivo (o sostantivo) “belga” (valido per il singolare sia maschile che femminile) al femminile plurale si scrive “belghe” (al plurale maschile "belgi"). Es.: le birre belghe.
Le forma corrette per scrivere questa locuzione preposizionale sono due: al di sotto e al disotto.
La forma univerbata "aldisotto" è sbagliata.
La locuzione avverbiale "all'impiedi" non è sbagliata, come alcuni possono pensare. È attestata dalla fine del XVI secolo ed è utilizzata ancora oggi, sebbene sia meno comune rispetto al più frequente "in piedi". L'avverbio "impiedi" è oggi raro, ma non scorretto.
La formazione di "all'impiedi" da "in piedi" non è desueta nella lingua: da "in piedi" si è passati alla forma "impiedi", con la trasformazione della "n" in "m" davanti a consonante labiale.
La forma corretta è "prediligere". La forma predilire è un errore molto diffuso (sul motore di ricerca Google fornisce circa 77.200 risultati), ma non esiste ed è errata.
Il verbo deriva dal latino praediligere, composto da prae- e diligere "prescegliere, amare", composto a sua volta da dis- e legere "scegliere". Dis- indica separazione. Il participio passato del verbo prediligere è "prediletto".