Rimbambito

Rinbambito

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RIMBAMBITO si scrive con la M. Una delle regole fondamentali della grammatica italiana prevede che le consonanti labiali “b” e “p” siano sempre precedute dalla lettera “m“.


Procrastinato

Procastinato

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Si scrive Procrastinato.

Il verbo procrastinare deriva dal latino procrastinàre, composto di pro (avanti) e crastinàre, da cràstinus aggettivo di cras (domani). Una riunione procrastinata è una riunione rimandata ad un'altra volta, così come quando procrastiniamo un pagamento lo stiamo rinviando di qualche giorno.


Polistirolo

Polisterolo

Polesterolo

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Nonostante la somiglianza con il termine colesterolo possa trarre in inganno, si scrive polistirolo con due i.

Polistirolo, una delle principali materie plastiche che derivano dal petrolio, è il modo comunemente diffuso per definire il polistirene, polimero dello stirene. 


Perturbazione

Pertubazione

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Si scrive Perturbazione con la lettera r tra la u e la b.

Il sostantivo femminile perturbazione deriva dal verbo perturbare (dal latino per e turbare). Le perturbazioni atmosferiche sono dei moti ascendenti di aria che, raffreddandosi, danno luogo a nubi e precipitazioni.


Anzitutto

Anzi tutto

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Sono corrette entrambe le grafie, sebbene la forma univerbata anzitutto sia più diffusa.

La forma separata anzi tutto è più rara.


Parroci

Parrochi

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Il plurale della parola parroco è PARROCI, non parrochi.

Bisogna dunque attenersi alla pronuncia palatale, cioè dolce, per formare il plurale di parroco (la stessa regola è valida, ad esempio, per i plurali farmaci e manici).

La confusione forse può essere generata dal plurale della parola parrocchia, che ha una pronuncia gutturale, cioè dura: PARROCCHIE.


Eclatante

Ecclatante

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Si scrive ECLATANTE, con una sola C.

L'aggettivo deriva dal francese éclater = scoppiare, risplendere.


Sa

Sà

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Si usa sa o sà? Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, questo è un errore molto comune e si riscontra anche tra persone di medio livello culturale. La forma sà non esiste!

Sempre più frequentemente, soprattutto nei social-network, capita di leggere "sà", ma chi lo fa sbaglia e commette un grave errore. La forma corretta è senza accento, quindi sa (verbo sapere, modo indicativo, tempo presente, terza persona singolare). 

Esempio: Mio fratello sa farmi divertire.


Colazione

Colazzione

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Davanti a -ion le consonanti g e z non vanno mai raddoppiate; dunque, si deve scrivere sottrazione, colazione e correzione, non sottrazzione, colazzione e correzzione.

Consultando qualunque dizionario, si può constatare che l'unica forma corretta è quella con una sola z.


Dappertutto

Da per tutto

Dapertutto

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Se vi state chiedendo se si scrive Da per tutto o Dappertutto, unito o separato, con o senza apostrofo, con una o due P, dovete sapere che la corretta grafia di quest'avverbio è DAPPERTUTTO attaccato, con due P e senza apostrofo. La grafia separata da per tutto non è errata, ma è una forma più antica e utilizzata raramente.

Non si scrive dapertutto, come unica parola e con una sola p. Si tratta di un errore molto grave. Anche la forma d'appertutto con l'apostrofo è sbagliata, quindi non va utilizzata per nessun motivo.

Ecco cosa vuol dire dappertutto: da ogni parte, ovunque, in ogni luogo. Ecco alcune frasi con dappertutto. Gli esempi che mostrati ti aiuteranno a capire e comprendere meglio in quale contesto è più opportuno utilizzare l'avverbio:

  • È da giorni che la cerchi, non può essere svanita nel nulla. Sei sicuro di aver cercato dappertutto?
  • Non riesco a levarmela dalla testa, è sempre al centro dei miei pensieri, la vedo ovunque, dappertutto.

Come nel caso di parole come soprattutto, cosiddetto, contraccolpo, la locuzione ha subito il fenomeno dell'univerbazione, ovvero quel processo che unisce due parole, in origine separate.

In casi come a posto o apposto, invece, i vocaboli sono rimasti distinti.

Potresti avere avuto lo stesso dubbio per vocaboli molto simili, per evitare di incappare in spiacevoli errori te ne elenchiamo alcuni, per i quali è disponibile la giusta risposta:


Sagge

Saggie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia e -gia (Ciliegie o ciliege? Sagge o Saggie? Camicie o camice?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana. Il plurale di saggia è SAGGE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia:

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque ciliegie, camicie, micie, valigie...; 
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque spiagge, province, pronunce, gocce, bolge, frange...

Rientrano in questo secondo gruppo anche le parole in -scia, che al plurale terminano sempre in -sce: fascia-fasce, striscia-strisce...


Bobina

Bobbina

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Bobina si scrive con una sola b. Il termine deriva dal francese bobine che in italiano vuol dire rocchetto (cilindro attorno al quale è avvolto un filato).


Asce

Ascie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Asce o Ascie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di ascia è asce; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia: 

  • le parole dove le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: avremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie;     
  • le parole dove -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: avremo dunque province, pronunce, gocce, bolge, frange.. 

Rientrano in questo secondo caso anche le parole in -scia, che nel plurale terminano sempre in -sce: scriveremo quindi asce, strisce, ecc..


Le unghie

Le unghia

Gli unghi

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Sei amante dell'estetica ma la domanda "Si scrive le unghie, le unghia o gli unghi?" ti attanaglia da sempre? Niente paura! Il plurale di unghia è le unghie. La forma le unghia, sebbene fosse utilizzata anticamente, è ormai caduta in disuso.

Che cosa sono le unghie? Definizione

L'unghia è un ispessimento corneo dell'epidermide, presente sull'estremità delle dita dell'uomo e di altri animali. 

Tirare fuori le unghie o tirare fuori le unghia? Come si dice?

Non fatevi ingannare dalla correzione automatica di Google. Si dice (e si scrive) "Tirare fuori le unghie". Si tratta di un famoso modo di dire che si dice quando qualcuno mostra all'improvviso grinta e aggressività. Es.

  • Finalmente ha tirato fuori le unghie.
  • È arrivato il momento di reagire. Tira fuori le unghie!

Incarnito

Incarnato

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Sono considerate giuste entrambe le espressioni, sebbene incarnito sia più specifico e corretto.

Incarnare può significare:

  • dare corpo e vita umana;
  • rappresentare vivacemente e con efficacia;
  • far penetrare nella carne: più comune l’intransitivo incarnarsi, sinon. di incarnire o incarnirsi, riferito all’unghia". (enciclopedia Treccani)

Il participio passato incarnato deriva dal verbo incarnare ed è detto soprattutto di Cristo: "il Verbo incarnato".

Il verbo incarnire, invece, è più consono al significato da noi proposto nel quesito, poiché significa: "penetrare nella carne, soprattutto con riferimento all’unghia".

Tra le due forme consigliamo quindi di scegliere INCARNITO.


Corte d'assise

Corte d'Assisi

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La Corte d'assise è un organo giurisdizionale competente a giudicare i reati più gravi, formata da due giudici di carriera (giudici togati) e da sei giudici popolari. Nel Medioevo, le assise erano delle assemblee giudiziali.


Shopping

Schopping

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Si scrive Shopping, senza la lettera c. Shopping è un termine inglese, la cui traduzione in italiano corrisponde a spese.