Sensazione
Senzazione
Approfondimenti
Si scrive SENSAZIONE, con la S.
Senzazione, con la z, è del tutto errato. Eppure, con nostra meraviglia, abbiamo riscontrato numerose attestazioni di questa forma (sbagliata) nel mondo del web.
Si scrive SENSAZIONE, con la S.
Senzazione, con la z, è del tutto errato. Eppure, con nostra meraviglia, abbiamo riscontrato numerose attestazioni di questa forma (sbagliata) nel mondo del web.
Le due varianti sono entrambe corrette, ma oggi è più diffusa la forma univerbata APPIENO.
Appieno è una locuzione avverbiale con il significato di "completamente, pienamente, del tutto".
Es: Approvo appieno la tua decisione.
Nell'italiano contemporaneo si scrive FINORA, con univerbazione.
La grafia Fin'ora è del tutto errata, poichè siamo in presenza di un TRONCAMENTO che, come sappiamo, non vuole l'apostrofo (come qual è, buon anno, ecc..).
La grafia fin ora, senza apostrofo, rispetta le regole grammaticali dell'italiano, ma è ormai antiquata e scarsamente diffusa. Più comune è la variante "fino a(d) ora".
Si scrive "in fin dei conti", non infin dei conti.
"In fin dei conti" è una locuzione avverbiale con il significato di "alla fin fine, in fondo, in definitiva, tutto sommato".
Es.: In fin dei conti, non è poi così terribile!
Dubbio diffuso e ricorrente, anche tra gli esperti del settore: "Si scrive evacuazione o evaquazione? Evacuare o evaquare?". Il verbo evacuare e il sostantivo evacuazione si scrivono con la C-, così come i verbi acuire, arcuare, circuire e i loro derivati. Questi verbi derivano dal latino praticamente inalterati (eccetto acuire da acuĕre).
Il verbo latino evacuare deriva da vacuus, che vuol dire vuoto. Quando viene utilizzato nella forma transitiva, in italiano può assumere due significati: il primo è rendere vuoto, sgomberare, abbandonare (Es. Evacuare la zona); il secondo è espellere, liberare (Es. Evacuare l'intestino). Nella forma intransitiva (meno diffusa e retta dal verbo ausiliare avere), significa andarsene (Es. Le truppe evacuarono dal forte).
La risposta è sì: per scrivere correttamente evacuare e tutte le parole derivate dovrete utilizzare sempre la lettera C-, scriveremo dunque: evacuato e non evaquato; evacuati e non evaquati; evacuazione e non evaquazione; evacuazioni e non evaquazioni; evacuativo e non evaquativo; evacuativa e non evaquativa; evacuando e non evaquando; evacuatore e non evaquatore.
Si scrivono con la lettera C- anche le parole: arcuato, circuìto, circùito, circuizione, ecc...
"Tutto sommato" si scrive separato, non attaccato!
Se volete riferirvi a una persona poco pericolosa, ma non siete sicuri se scrivere innoquo o innocuo, è arrivato il momento di dissipare ogni dubbio. Come per evacuare, si scrive innocuo, con la c-, non con la q-.
Il significato di innocuo è: che non nuoce, che non fa male. Per quel che riguarda la sua etimologia la parola ha origine dal latino innocuus, che è la composizione tra la particella negativa in e nocuus (che vuol dire nocivo), quindi non nocivo.
In qualunque modo lo scriviate, al maschile o al femminile, al singolare o plurale, ricordate che si scrive sempre con la c. Il plurale di innocuo è innocui (non innoqui). Il femminile singolare si scrive innocua (non innoqua) e il femminile plurale è innocue (non innoque).
Si scrivono con -CUO (NON -QUO) anche:
Si scrive ACQUISTO/ACQUISTARE, con CQ, non aquisto/aquistare!
Acquistare deriva dal latino ad + quaerere, che significa "cercare di procurarsi qualcosa".
L'aggettivo PREZIOSO si scrive con una sola Z. Prezzioso con due Z è un grave errore grammaticale (ed è pure scomodo da pronunciare)!
Prezioso deriva dal latino pretiosus, che vuol dire "costoso, di gran prezzo".
Si scrive CHIACCHIERARE con la I o CHIACCHERARE senza la I?
Quanti problemi ci crea la presenza di questa I??? Sono tanti i quesiti su quest'argomento che abbiamo già trattato (Efficiente o efficente? Sufficiente o Sufficente? Deficiente o Deficente? Onnisciente o Onniscente? Soddisfacente o soddisfaciente?...); questo dimostra che la I per noi rappresenta un problema ricorrente.
Tornando al nostro quesito, si scrive CHIACCHIERARE, con la I (lo stesso vale per CHIACCHIERE). La forma senza I è del tutto errata!
Provate a scrivere "chiaccherare" in un documento Word o OpenOffice; il correttore automatico ve lo sottolinea subito come forma errata.
Ma allora come mai molte persone scrivono CHIACCHERARE??? Parlando velocemente, la ‘i’ viene sovente "annullata" dalle altre lettere. Provate a ripetere questa parola ad alta voce: se lo fate in fretta e senza prestare attenzione, è probabile che suoni come chiaccherare, non come chiacchierare. Di conseguenza, spesso, si è presa l’erronea abitudine di trascrivere il verbo senza la ‘i’ anche nella forma scritta.
Questione aperta su cui i pareri non sono unanimi. Se non che (o Senonché o Sennonché) è una congiunzione con valore:
Vi è chi ritiene che si debba scrivere sennonché quando la congiunzione ha valore avversativo; la grafia separata se non che o quella univerbata con una N, senonché, sarebbero preferibili nei casi in cui la congiunzione ha valore eccettuativo.
I linguisti e i vocabolari non sono concordi sulla questione e, dunque, non vi sono regole definite per risolvere tale problema.
Gli studiosi si dividono su un' altra questione, relativa alla grafia univerbata senonché. Ebbene, questa congiunzione è un'univerbazione di se non che; poiché spesso dopo il "se" avviene il raddoppiamento fonosintattico (ad esempio se no può diventare sennò, ma non senò; abbiamo inoltre sebbene, seppure, ecc..), alcuni grammatici ritengono che si dovrebbe scrivere sennonché e considerano errata la forma senonché.
Tuttavia recenti dizionari registrano ambedue le forme. Lo scrittore Dino Buzzati usa sovente la grafia senonché.
"Senonché in mezzo a questi pensieri, udì battere a una porta" (D. Buzzati, "Racconto di Natale")
Concludendo, nessuna delle tre grafie può considerarsi errata!
Nulla osta (o nullaosta) si può scrivere sia separato, che attaccato. E' un nome maschile invariabile.
Cos'è il nulla osta? E' una dichiarazione scritta con cui la competente autorità amministrativa rilascia, a chi l'ha richiesto, il permesso o di emanare un provvedimento o di intraprendere una data attività, avendo attestato l’inesistenza di contrarietà o impedimenti allo svolgimento di ciò l'interessato chiede di poter fare.
Questo nome è composto da "nulla" e "osta", terza pers. sing. del pres. indic. del verbo ostare, che significa "essere d'impedimento"; nulla osta significa, quindi, "nulla è d'impedimento".
Questo nome deriva dal latino nihil obstat, locuzione che, tradotta letteralmente, significa "niente si oppone". Il verbo latino obstare, a sua volta, è composto dal verbo stare e dalla preposizione ob, che significa "davanti a"; dunque obstare = stare davanti a.
Vi è mai capitato di chiedervi: "Si scrive sopraluogo o sopralluogo? Con una o due L?". Per fortuna, la grammatica italiana ci fornisce una regola che vi permetterà di ottenere una risposta definitiva a questa domanda e a domande di questo tipo: la preposizione "sopra", usata come prefisso per la formazione di parole composte, causa il raddoppiamento della consonante iniziale della parola successiva: soprammobile, sopracciglio, sopravvivere, sopraffare, sopraffino, sopraggiungere, soprattutto, soprannome e, come in questo caso, sopralluogo, che si scrive con 2 L.
I principali dizionari italiani (il Treccani, il Garzanti, l'Hoepli) segnalano sopraluogo, con una sola l-, come forma meno comune che rimanda alla forma con due l-, per questo motivo ve ne sconsigliamo l'utilizzo.
Secondo il dizionario della lingua italiana vuol dire: fare un'ispezione, fare un'indagine. Si tratta della composizione tra le parole "sopra" e "luogo".
Ecco alcune frasi con sapralluogo, che vi aiuteranno a comprenderne meglio il significato e il contesto ideale in cui utilizzarlo:
Il plurale di sopralluogo è sopralluoghi.
Per completezza, vi forniamo alcune frasi con sapralluoghi:
Non dovreste avere più dubbi di questo genere ma, qualora vogliate saperne di più, vi forniamo le spiegazioni per quesiti molto simili a quello appena analizzato:
Si scrive PROGETTO, con una G. Proggetto è un grave errore grammaticale!
Per scrivere "correggere" in maniera corretta bisogna raddoppiare sia la R che la G.
Dunque, se scrivevate coreggere o corregere, correggetevi!!
A proposito di "correggere", è celebre e impressa nella nostra memoria la frase pronunciata al mondo da Papa Giovanni Paolo II, il giorno della sua elezione, dal balcone di Piazza San Pietro "Se mi sbaglio, mi corrigerete".
La forma corretta è solo AEROPORTO (così come AEROPLANO).
Perchè si scrive AEROPORTO, senza la E tra la R e la O, ma si scrive AEREO?
Tutto nasce da AEROPLANO, che è una parola di origine francese formata con il prefisso "-aero" (aria), da cui poi sono derivate tutte le parole: aeronautica, aerosol, aerostato, aeroporto.
La variante AEREOPORTO, causata dall'interferenza con la parola "aereo", è SCORRETTA, così come la forma AREOPORTO!
La parola "aereo" non è, come molti potranno pensare, la forma abbreviata della parola "aeroplano", ma la forma sostantiva dell'aggettivo aèreo (latino aèreus).
Se vi state chiedendo come si scrive deficente o deficiente, la risposta è DEFICIENTE, con la i. L'aggettivo, infatti, deriva dalla forma originaria latina deficiens (participio presente del verbo DEFICIO), che ha una I tra la consonante C e la vocale E.
La stessa regola è valida ed è applicabile per il sostantivo deficienza (e non deficenza) o per deficienti (e non deficenti).
Il verbo latino DEFICIO, tra i vari significati che può assumere, ha pure quello di "mancare". Il deficiente, quindi, è colui che manca di qualcosa. Il vocabolo viene, molto spesso, utilizzato per insultare qualcuno, eppure è molto utilizzato anche in ambito medico.
Il termine "deficit", utilizzato soprattutto in ambito economico e medico, è la terza persona singolare del presente indicativo del verbo latino DEFICIO.
Si scrive "ci impegniamo", con la i.
Anche se apparentemente contraddice la regola secondo cui il gruppo consonantico gn non vuole la i, la i è obbligatoria, in quanto parte integrante della desinenza.
La desinenza della prima persona plurale dell'indicativo presente, infatti, è -iamo (noi dormiamo, noi mangiamo, noi lavoriamo, noi giochiamo ecc...).
La "i" in questione appartiene alla desinenza verbale e non può essere eliminata. Riportiamo tutta la coniugazione dell'indicativo presente del verbo "impegnarsi":
io mi impegno, tu ti impegni, egli si impegna, noi ci impegniamo, voi vi impegnate, essi si impegnano.
La stessa regola è valida per la prima e la seconda persona plurale del congiuntivo presente:
che io mi impegni, che tu ti impegni, che egli si impegni, che noi ci impegniamo, che voi vi impegniate, che essi si impegnino.
Dunque, ricordatevi che i verbi in -gnare, in -gnere, in -gnire vogliono la "i" se questa fa parte della desinenza.