Se fossi

Se sarei

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Se ero al tuo posto, non andavo → ERRATA!! Si scrive: Se fossi al tuo posto, non andrei o Se fossi stato al tuo posto non sarei andato.

Se sarei lì a quest'ora mi divertirei → ERRATA!! Si scrive: Se fossi lì a quest'ora mi divertirei.

Questi sono errori che fanno davvero "accapponare la pelle". Dopo il "SE" (intesa come preposizione condizionale del periodo ipotetico) non può mai esserci il verbo al condizionale. Dopo il "SE" ci vogliono i cosiddetti "SASSI", cioé i congiuntivi imperfetti (ormai tanto bistrattati nella nostra cara lingua italiana), così chiamati per ricordare la loro comune peculiarità, cioé la doppia "S" (se fossi, se mangiassi, se potessi, se dormissi, se studiassi...).

Es.: Se studiassi, prenderei un buon voto.

      Se prendessi la medicina, starei subito meglio.

Questi sono periodi ipotetici del 2° tipo, cioé della POSSIBILITA'.

In italiano abbiamo tre periodi ipotetici:

1) REALTA': l’ipotesi è presentata come un fatto reale o comunque plausibile:

  • se+Indicativo presente (PROTASI) + indicativo presente (APODOSI o PROPOSIZIONE PRINCIPALE) → se mi aspetti, vengo con te;
  • se+indicativo presente + indicativo futuro → se ora mangio, mi sentirò meglio;
  • se+indicativo futuro + indicativo futuro → se verrò alla festa, ti avvertirò;
  • se+indicativo passato + indicativo futuro → se hai obbedito alla mamma, ti premierà.

2) POSSIBILITA': l’ipotesi è presentata come possibile, perché il fatto potrebbe o non potrebbe accadere:

  • se+congiuntivo imperfetto (PROTASI) + condizionale presente (APODOSI) → se studiassi, prenderei un buon voto.

3) IRREALTA': si usa per esprimere un'ipotesi irreale nel passato:

  • se+congiuntivo trapassato (PROTASI) + condizionale passato (APODOSI) → se mi fossi coperto bene, non mi sarei ammalato.

Per amore di completezza, vi ricordiamo che la sequenza "se + verbo al condizionale" è possibile in contesti diversi dal periodo ipotetico:

  • in un'interrogativa indiretta → non so se avrei il coraggio di affrontarlo;
  • quando il condizionale passato ha funzione di "futuro nel passato" → mi chiese se avrei avuto il coraggio di affrontarlo (in futuro).

Sufficienza

Sufficenza

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Si scrivere sufficienza con la I; il termine, deriva dal verbo latino sufficio composto a sua volta da sub (= sotto) e facere(= fare).


Cosciente

Coscente

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La sillaba SCE si scrive quasi sempre senza la I; tuttavia, tutte le parole legate al sostantivo SCIENZA, dal latino scientiam (da sciens participio presente di scire, che vuol dire sapere), costituiscono un'eccezione alla regola appena esposta. 

L'aggettivo COSCIENTE, derivato da consciens, participio presente del verbo conscire, che vuol dire "essere consapevole", si scrive con la I.


Scienza

Scenza

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Vi hanno detto che la sillaba SCE- si scrive sempre senza la i- ma non siete del tutto convinti e vi state chiedendo se si scrive scenza o scienza? I vostri dubbi sono più che leciti: la sillaba SCE si scrive quasi sempre senza la i-; eppure tutte le parole legate al sostantivo scienza, dal latino scientiam (da sciens participio presente del verbo scire, che vuol dire "sapere"), costituiscono un'eccezione alla regola appena esposta. 

SCIENZA e tutte le parole da essa derivate, (scienziato, scientifico, fantascienza, onniscienza…), si scrivono con la i-.

Scienze o Scenze, Scientifico o Scentifico, Scienziato o Scenziato?

Tutte le parole derivate di scienza si scrivono con la -i, si scrive scientifico e non scentifico; scienziato e non scenziato. La stessa regola vale per il plurale scienze.

Altre parole che vogliono la lettera i-

Altre eccezioni che, come scienza e i suoi derivati, vogliono la i- sono:

  1. la parola SCIE (plurale del sostantivo SCIA);
  2. la parola USCIERE;
  3. il sostantivo COSCIENZA e le parole derivate (cosciente/incosciente, coscientemente…).

Magnificenza

Magnificienza

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Il vocabolo MAGNIFICENZA si scrive SENZA i (come il sostantivo beneficenza).


Elementarità

Elementarietà

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La forma corretta è elementarità (dall’aggettivo elementare + il suffisso -ità), dunque elementare ---> elementarità.

La forma errata elementarietà probabilmente si deve a una confusione con i nomi astratti che derivano da aggettivi in -io, come sobrietà (da sobrio), serietà (da serio), ecc...


Specie

Spece

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Questo vocabolo si scrive con la i, quindi SPECIE.

Il termine, infatti, deriva dal latino SPECIES.


Spegniamo

Spegnamo

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La "i" è obbligatoria, in quanto parte integrante della desinenza.

La desinenza della prima persona plurale dell'indicativo presente, infatti, è -iamo (noi dormiamo, noi mangiamo, noi lavoriamo, noi giochiamo ecc...).

La "i" in questione appartiene alla desinenza verbale e non può essere eliminata. Dunque scriveremo SPEGNIAMO.

La stessa regola è valida per la prima e la seconda persona plurale del congiuntivo presente: che noi spegniamo, che voi spegniate.


Complementarità

Complementarietà

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La forma corretta è complementarità (dall’aggettivo complementare + il suffisso -ità), dunque complementare ---> complementarità.

Molte persone, probabilmente la maggioranza, sbagliano questo termine. Ce ne siamo accorti facendo una rapida ricerca su Google. Provateci anche voi! Se scrivete nella barra del motore di ricerca il termine esatto "complementarità", Google vi risponderà "Forse cercavi complementarietà". Google, quindi, ci rimanda alla forma sbagliata (colmo dei colmi!).

Infatti, se provate a cercare la forma errata "complementarietà", Google vi darà circa 299.000 risultati (risultato attestato il 10/1/2014), che non sono per niente pochi, considerando che il termine "complementarietà" in realtà non esiste!

La forma errata complementarietà probabilmente si deve a una confusione con i nomi astratti che derivano da aggettivi in -io, come sobrietà da sobrio, serietà da serio, ecc...


Morire

Muorire

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Si scrive e si dice morire. È un verbo irregolare che deriva dal latino morior.

L'indicativo presente del verbo si coniuga nella seguente maniera: io muòio, tu muóri, egli muòre, noi moriàmo, voi morìte, essi muòiono.


Triciclo

Treciclo

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Con triciclo si intende un veicolo, solitamente di piccole dimensioni, dotato di tre ruote.

Da una rapida ricerca è emerso che moltissime persone sostituiscono l'esatto termine "triciclo" con "treciclo". Treciclo non esiste! L'unico termine valido per indicare questo mezzo di trasporto (molto amato dai bambini) è TRICICLO.


Racimolare

Raccimolare

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Racimolare si scrive con una sola c.

Qual è l'origine del verbo in questione? Da dove deriva? Il verbo significa "raccogliere i racimoli". Il vocabolo RACIMOLO è una forma diminutiva del latino RACEMUS, che significa "acino dell'uva, grappolo".


A stento

Astento

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A stento è una locuzione avverbiale, così come "a malapena" o "a due a due" o, ancora, "grosso modo".

Il termine astento è, pertanto, da considerarsi un errore grammaticale.


Chissà

Chi sa

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"Chi sa" è la forma originale che, nel corso del tempo, si è trasformata nella locuzione avverbiale ormai accettata "chissà"(raddoppiamento fonosintattico).

Chissà è un'interiezione che può esprimere dubbio, incertezza o speranza.