Salsiccia
Salciccia
Sarciccia
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Ecco un quesito molto caro ai carnivori: "Si scrive salsiccia o salciccia?". La grafia corretta di questo vocabolo è SALSICCIA.
Salciccia è una variante popolare e regionalmente connotata. Per questo motivo consigliamo di utilizzarla solo in contesti familiari.
La parola deriva dal latino salsicia.
Salsicce o salsiccie? Come si scrive salsiccia al plurale?
Qual è il plurale di salsiccia? Salsicce o salsiccie? Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia e -gia è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.
Il plurale di salsiccia è SALSICCE; infatti, secondo la regola della formazione del plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia, -scia:
- le parole dove le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque ciliegie, camicie, micie, valigie...;
- le parole dove -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque pronunce, pellicce, gocce, bolge, frange...
Rientrano nel secondo gruppo anche le parole che al singolare terminano con -scia; al plurale termineranno sempre in -sce: fascia-fasce; striscia-strisce.
In fondo
Infondo
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"Infondo o in fondo? Attaccato o staccato?". Capita chiederselo spesso, anche perché, come vi mostreremo, il significato assunto dal vocabolo cambia radicalmente se viene scritto unito o separato; motivo per cui, se non volete commettere un errore grossolano, prestate molta attenzione al contesto in cui scrivete la parola.
Quando scriverlo staccato?
In questa circostanza facciamo riferimento alla locuzione avverbiale in fondo, staccato, che significa "nella parte finale", "tutto sommato" o, figurativamente, "nella parte più intima".
Frasi con in fondo
- Non credere che sia finita qui. Andrò in fondo a questa vicenda.
- Talvolta capita di litigare, ma in fondo ci vogliamo bene. (non scrivete infondo ci vogliamo bene, è un errore)
- Nonostante tutto, sai che in fondo ti voglio bene. (non scrivete infondo ti voglio bene, è un errore)
Quando scriverlo attaccato?
Infondo, attaccato, non è sbagliato, ma non si riferisce alla locuzione avverbiale; infondo, infatti, è la prima persona singolare del presente indicativo del verbo infondere, che per comodità vi conighiamo qui di seguito:
io infondo
tu infondi
lui,lei infonde
noi infondiamo
voi infondete
loro infondono
Frase d'esempio con infondo
- Infondo coraggio con queste parole.
Meteoropatico
Metereopatico
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Si scrive e si dice "METEOROPATICO", non metereopatico (come molto spesso si sente dire).
Per evitare di fare questo errore, teniamo a mente che l'abbreviazione, ormai d'uso comune, è METEO. Di conseguenza le parole derivate iniziano tutte con METEO- (meteorologico, meteorologo, meteorologia, meteoropatia...).
Meteorologico
Metereologico
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Si scrive e si dice "METEOROLOGICO", non metereologico (come molto spesso si sente dire).
Per evitare di fare questo errore, teniamo a mente che l'abbreviazione, ormai d'uso comune, è METEO. Di conseguenza le parole derivate iniziano tutte con METEO- (meteorologico, meteorologo, meteorologia, meteoropatia...).
Alcol
Alcool
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Oggi è senza dubbio più diffusa la forma ALCOL, con una O.
La storia di questo termine è lunga. Proviene dal termine arabo al-Kuhl (una polvere molto fine usata dalle donne orientali per tingersi ciglia e sopracciglia).
Dalla fine del Settecento sono attestate molte forme di questo vocabolo: alcohol, alkool, alcool (letto alcoòl), alcoole (letto alcoòle), e infine àlcol e àlcole.
Mentre tutte le altre forme sono scomparse da un po' di tempo, restano in uso alcool e la sua semplificazione grafica alcol, oggi preferita.
Ricordiamo la forma con una sola o è da privilegiare nei derivati: scriveremo quindi alcolico (meglio di alcoolico), alcolismo, analcolico, ecc..
Rimborso
Rinborso
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RIMBORSO si scrive con la M. Una delle regole fondamentali della grammatica italiana prevede che le consonanti labiali “b” e “p” siano sempre precedute dalla lettera “m“.
Parolacce
Parolaccie
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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia e -gia (Ciliegie o ciliege? Provincie o Province? Parolacce o Parolaccie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.
Il plurale di parolaccia è PAROLACCE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia, -scia:
- le parole dove le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque ciliegie, camicie, micie, valigie...;
- le parole dove -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque pronunce, parolacce, gocce, bolge, frange...
Rientrano nel secondo gruppo anche le parole che al singolare terminano in -scia; al plurale termineranno sempre in -sce: fascia-fasce, striscia-strisce...
Ebbrezza
Ebrezza
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Si scrive EBBREZZA, con due B. I dizionari, infatti, indicano "ebrezza" come forma meno comune, motivo per cui è preferibile utilizzare la forma nel rettangolo verde.
Ebbrezza deriva da EBBRO, a sua volta derivante dal latino EBRIUS.
Discorso diverso per il sinonimo EBRIETÀ, forma più vicina all'originale latino, che si scrive con una sola B.
Ebbrezza e ebrietà costituiscono un esempio di allotropia puramente morfologica (= due varianti che mantengono lo stesso significato e si differenziano solo per la forma).
Efferato
Efferrato
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Si scrive EFFERATO, con una sola R.
Attenzione a non confondere l'aggettivo "efferato" con "afferrato"; quest'ultimo, infatti, è il participio passato del verbo "afferrare" e si scrive con 2 R.
Efferato, invece, è un aggettivo che deriva dal latino EFFERATUS (= selvaggio, crudele), a sua volta derivante dal sostantivo FERA (= belva). Anche in italiano "efferato" vuol dire "feroce, crudele, inumano" (es.: delitto efferato).
Taccuino
Taqquino
Tacquino
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Dubbio molto riccorente tra sportivi e universitari: "Si scrive taccuino o taqquino?", oppure "Taccuino o tacquino?". Si scrive taccuino, con due c-; si tratta dell'unica parola italiana con "ccu"; sia taqquino che tacquino, invece, sono da considerarsi degli errori.
Perché si scrive cosi? Qual è il suo significato?
Nella nostra lingua il rafforzamento della consonante avviene sempre con -cq; solo due parole costituiscono un'eccezione a questa regola: taccuino, che è l’unica parola con due c-, e soqquadro, che è l’unica parola italiana con due q-.
La parola taccuino vuol dire quaderno, blocco note. Per quel che riguarda la sua etimologia, il vocabolo deriva dall'arabo taquin, che vuol dire ordinata disposizione.
Taccuini, taqquini o tacquini?
Anche per il plurale non esiste nessuna eccezione alla regola valida per il singolare, motivo per cui si scrive taccuini, con due c-.
Frasi con taccuino
- Al 43esimo minuto il difensore è finito sul taccuino dei cattivi dell'arbitro.
- Si tratta di un taccuino fatto di carta riciclata, che verrà distribuito gratis al pubblico a partire dall’apertura della mostra
Consegniamo
Consegnamo
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Si scrive Consegnamo o Consegniamo? La "i" è obbligatoria, in quanto parte integrante della desinenza. La desinenza della prima persona plurale dell'indicativo presente, infatti, è -iamo (noi dormiamo, noi mangiamo, noi lavoriamo, ecc...).
La "i" in questione appartiene alla desinenza verbale e non può essere eliminata. Dunque scriveremo CONSEGNIAMO. La stessa regola è valida per la prima e la seconda persona plurale del congiuntivo presente: che noi consegniamo, che voi consegniate.
Esistono diversi vocaboli ai quali si applica la stessa regola, tra i tanti sono degni di nota: spegniamo, rassegniamo, sogniamo.
Grattugia
Grattuggia
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Si scrive GRATTUGIA.
Le forme "gratuggia" e "grattuggia" sono sbagliate.
Crociera
Crocera
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Crociera si scrive sempre con la "i", a meno che non ci si riferisca a Crocera di Barge (località del Comune di Barge, in provincia di Cuneo).
Gocce
Goccie
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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia e -gia (Ciliegie o ciliege? Provincie o Province? Gocce o Goccie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.
Il plurale di goccia è GOCCE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia, -scia:
- le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque ciliegie, camicie, micie, valigie;
- le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque pronunce, gocce, bolge, frange..
Rientrano in questo secondo caso anche le parole in -scia, che al plurale terminano sempre in -sce: fascia-fasce; striscia-strisce...