Ampliamento

Ampiamento

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Si scrive AMPLIAMENTO, con la L.

Eppure, inserendo in Google la stringa di ricerca “ampiamento” si trovano, al momento, ben 48.900 risultati. Dunque, molte persone pensano che AMPIAMENTO sia corretto. Non è così!

Anche in questo caso viene in nostro aiuto il latino; ampliamento, infatti, deriva dal latino ampliare, derivazione di amplus, che vuol dire "ampio".


Aerazione

Areazione

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Si scrive AERAZIONE, con la E dopo la A iniziale. Il termine, infatti, deriva dal latino aere = aria.

Per questo motivo areazione è errato!


Agognato

Agoniato

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Si scrive AGOGNATO, con il suono GN e senza I. Il verbo in questione, infatti, è AGOGNARE.

L'erroraccio "agoniato", commesso dall'attuale assessore alla cultura della città di Torino, creò molto scalpore, lo scorso anno, nel capoluogo piemontese (scalpore accentuato dal fatto che, a commettere questo errore, ironia della sorte, fu proprio l'assessore alla cultura).  A tal proposito rinviamo a questo simpatico e "pungente" articolo relativo alla questione http://www.lastampa.it/2012/04/13/torinosette/sommario/la-settimana/c-e-errore-ed-errore-7O0toc8USMVmPEtJRd6ENL/pagina.html


Piogge

Pioggie

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Nelle grigie giornate autunnali, ammirando dalla finestra l'acqua che viene giù dal cielo, potreste essere tormentati dalla domanda: "Qual è il plurale di pioggia? Pioggie o Piogge? Con o senza la -i?". Come già accade per molti altri quesiti dello stesso tipo, il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia e -gia è una delle questioni che assale quotidianamente migliaia di italiani. Senza indugiare ulteriormente affermiamo, senza alcun dubbio, che il plurale di pioggia è piogge.

Perché si scrive così? In cosa consiste la regola del plurale dei nomi in in -cia e -gia?

La regola del plurale dei nomi in -cia e -gia distingue due casi:

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: avremo dunque ciliegie, camicie, micie, valigie..;
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: avremo dunque spiagge, piogge, province, pronunce, gocce, bolge, frange..

Rientrano in questo secondo gruppo anche le parole in -scia, che al plurale terminano sempre in -sce: fascia-fasce, striscia-strisce.

Pioggerella o Pioggierella? Pioggerelle o Pioggierelle?

Anche il diminutivo di pioggia, pioggerella, si scrive senza la -i tra la -g e la -e; la stessa regola è valida per il plurale, pioggerelle.

Le piogge acide

Capita, non di rado, di leggere pioggie acide; si tratta di un errore, dato che la forma corretta è piogge acide. Citando Wikipedia, "in meteorologia, le piogge acide, consistono nella ricaduta dall'atmosfera sul suolo di particelle acide, molecole acide diffuse nell'atmosfera che vengono catturate e deposte al suolo da precipitazioni quali: piogge, neve, grandine, nebbie, rugiade".


Malvagie

Malvage

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Malvagie o malvage?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di malvagia è MALVAGIE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia:

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque malvagie, camicie, ciliegie, micie, valigie...;    
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque arance, province, pronunce, gocce, bolge, frange...

Rientrano in questo secondo caso anche le parole terminanti in -scia al singolare; al plurale termineranno sempre in -sce: scriveremo quindi fasce, strisce, bisce, ecc...


Minacce

Minaccie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Minacce o Minaccie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di minaccia è MINACCE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia:

  •     le parole dove le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: avremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie;    
  •     le parole dove -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: avremo dunque minacce, province, pronunce, gocce, bolge, frange..

Rientrano in questo secondo caso anche le parole terminanti in -scia al singolare; al plurale termineranno sempre in -sce: scriveremo quindi fasce, strisce, bisce, ecc..


Brucerò

Brucierò

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I verbi con l’infinito in -ciare, -giare e -sciare (bruciare, mangiare, lasciare) davanti alla E e alla I perdono la «i» della radice.

Si scrive quindi "brucerò" e non "brucierò", così come "brucerete" (non "brucierete").


Strisce

Striscie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia e -gia (Ciliegie o ciliege? Provincie o Province? Strisce o Striscie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di striscia è STRISCE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia, -scia:

  • le parole incui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque ciliegie, camicie, micie, valigie...;
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque pronunce, gocce, bolge, frange...

Rientrano nel secondo gruppo anche le parole che al singolare terminano in -scia; al plurale termineranno sempre in -sce: coscia-cosce, striscia-strisce, ecc...


Lisce

Liscie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia e -gia (Ciliegie o ciliege? Provincie o Province? Lisce o Liscie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di liscia è LISCE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia, -scia:

  •         le parole dove le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: avremo dunque ciliegie, camicie, micie, valigie;
  •         le parole dove -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: avremo dunque erbacce, pronunce, gocce, bolge, frange..

Rientrano in questo secondo caso anche le parole in -scia, che al plurale terminano sempre in -sce: liscia-lisce, fascia-fasce; striscia-strisce...


Erbacce

Erbaccie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia e -gia (Ciliegie o ciliege? Provincie o Province? Erbacce o Erbaccie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di erbaccia è ERBACCE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia, -scia:

  •     le parole dove le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: avremo dunque ciliegie, camicie, micie, valigie;
  •     le parole dove -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: avremo dunque erbacce, pronunce, gocce, bolge, frange..

Rientrano in questo secondo caso anche le parole in -scia, che al plurale terminano sempre in -sce: fascia-fasce; striscia-strisce...


Oggigiorno

Oggi giorno

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L'avverbio OGGIGIORNO si scrive sempre e solo tutto attaccato.

Un sinonimo di oggigiorno è "al giorno d'oggi".


Benvenuto

Ben venuto

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"Benvenuto" si può scrivere in entrambi modi se usato come interiezione (ma, personalmente, preferiamo la forma unita a quella separata).

Es.: Benvenuto a casa!

Se usato come sostantivo, invece, è obbligatoria la forma unita.

Es.: Sarai il benvenuto a casa nostra!


Bentornato

Ben tornato

Approfondimenti

"Bentornato" si può scrivere in entrambi modi se usato come interiezione (personalmente, preferiamo la forma unita a quella separata).

Es.: Bentornato a casa!

Se usato come sostantivo, invece, è obbligatoria la forma unita.

Es.: Mia sorella mi ha dato il bentornato.


Arance

Arancie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Arance o Arancie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di arancia è ARANCE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia: 

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie...;     
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque arance, province, pronunce, gocce, bolge, frange.. 

Rientrano in questo secondo caso anche le parole terminanti in -scia al singolare; al plurale termineranno sempre in -sce: scriveremo quindi fasce, strisce, bisce, ecc..


Tracce

Traccie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia e -gia (Ciliegie o ciliege? Spiagge o spiaggie? Tracce o Traccie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana. Il plurale di "traccia" è TRACCE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia:

  • le parole dove le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque ciliegie, camicie, micie, valigie...;
  • le parole dove -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque spiagge, tracce, pronunce, gocce, bolge, frange...

Rientrano in questo secondo gruppo anche le parole in -scia, che al plurale terminano sempre in -sce: fascia-fasce, striscia-strisce.